Caro energia, bollette salate per la sanità italiana. Fiaso chiede 500 milioni

Caro energia, che stangata in bolletta. Un bel problema su molti fronti, dalla casa all’industria, che non è da meno per la sanità pubblica. La Federazione Italiana delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso) corre ai ripari chiedendo ai ministri competenti un aiuto da 500 milioni di euro.

Cusumano, SDA Bocconi: per il futuro serve maggiore efficienza

Niccolo Cusumano“Il caro energia sicuramente è stato importante (Figura 1) sul prezzo dell’elettricità all’ingrosso – spiega Niccolò Cusumano, docente di Government Health and Non Profit Division, SDA Bocconi School of Management -. I prezzi del gas, responsabili del rincaro, hanno avuto anch’essi un’impennata e per il 2022 sembra si manterranno su livelli elevati. Per quel che concerne l’impatto sulle bollette sappiamo come il governo sia già intervenuto a sterilizzare gli oneri di sistema e abbia annunciato ulteriori interventi. Sappiamo anche che il prezzo della materia energia, sul totale di una bolletta, rappresenta meno del 40% il resto si compone da componenti tariffarie/fiscali “fisse”, salvo ovviamente l’Iva che aumenta in modo proporzionale”.

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Figura 1

Vi è poi, sostiene Cusumano, un tema legato alla tipologia di contratto sottoscritta dalle aziende: “L’attuale convenzione Consip consentiva di scegliere tra una fornitura a prezzo variabile oppure fisso a 12 e 18 mesi. Le aziende che avessero percorso questa seconda scelta ovviamente non subiranno immediatamente l’impatto degli aumenti, mentre chi avesse optato per il prezzo variabile sì. Nel caso di offerta fissa si pone piuttosto un tema di sostenibilità per il fornitore di mantenere tale condizione”.

Cosa succederà? “Non avendo la palla di cristallo, posso dire che sicuramente ci si aspetta il mantenimento di prezzi elevati, a meno di eventi economici o geopolitici che determinino un andamento diverso. Che l’impatto sulle bollette delle aziende sanitarie non è lineare / meccanico, ma che dipende anche dal contratto di fornitura in essere e dalle misure che il governo deciderà di intraprendere”.

Ma c’è anche un altro discorso di fondo, sottolinea il docente: “Per il futuro non immediato questo ripropone la necessità di rendere più efficiente da un punto di vista energetico il nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

Non a caso, tra le proposte per il nuovo decreto bollette, atteso in settimana, ci sarebbe anche l’idea di dare maggior impulso alle energie rinnovabili nella Pubblica Amministrazione, aiutando strutture pubbliche e scuole a dotarsi di pannelli solari.

Fiaso chiede 500 milioni di euro

Una missiva da 500 milioni di euro. Obiettivo: sostenere le Aziende sanitarie pubbliche nel far fronte all’incremento dei costi energetici. La Fiaso ha infatti inviato una lettera al Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco e al Ministro della Salute Roberto Speranza sottolineando la necessità di uno stanziamento di una quota di risorse destinata alle Aziende sanitarie e ospedaliere per far fronte al significativo aumento di costo per le utenze di elettricità e di riscaldamento, che le Aziende stanno già affrontando e che dovranno sostenere anche nei prossimi mesi.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) destina alla spesa per l’energia 1 miliardo e 402 milioni di euro, 786 milioni e 544 mila euro per l’energia elettrica e 615 milioni e 630 mila euro per il riscaldamento (dati anno 2019).

Giovanni Migliore“L’aumento del costo dell’energia rischia di incidere pesantemente sui bilanci delle Aziende sanitarie pubbliche, e dunque sul Servizio Sanitario Nazionale – dichiara il presidente Fiaso Giovanni Migliore -. Gli aumenti subìti da queste voci di costo avranno un impatto già sulla chiusura dei bilanci consuntivi 2021, ma siamo molto preoccupati dalla possibilità di ulteriori rincari e dal perdurare di questi incrementi. Un simile quadro rischia di incidere ancora più pesantemente in un contesto nel quale il SSN è ancora impegnato nell’affrontare la pandemia e si prepara alla stagione post-emergenziale, che richiederà la disponibilità di tutte le risorse per far fronte agli impegni presi con i cittadini”.

 

Aggiornamento del 21/2/2022 h. 10.45

Dopo il via libera della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni alla proposta di ripartire il contributo statale di 400 milioni per la copertura delle spese sanitarie legate alla pandemia nel 2021, il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella giornata di venerdì 18 febbraio ha annunciato lo stanziamento di altri 400 milioni da parte del Governo per le spese sostenute dalle Regioni per fronteggiare la quarta ondata Covid e l’aumento della bolletta energetica per le strutture sanitarie. Alle Regioni viene quindi attribuito un totale di 800 milioni di euro per sostenere le spese Covid.