Il farmacista ospedaliero fra innovazione e acquisti: riflessioni dal congresso SIFO


Grande è stata la partecipazione al XLII Congresso nazionale della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), dal titolo “Il farmacista promotore e interprete del cambiamento, dall’emergenza alla pianificazione”.

Fausto Bartolini, presidente del Congresso, lo ha definito “un’occasione di confronto utile per tutti i professionisti ed esperti della sanità, un evento aperto al contributo di quanti concorrono al potenziamento del Sistema sanitario pubblico nazionale, elemento imprescindibile per garantire il bene comune e la crescita sociale del Paese. E SIFO si sente al centro di questa riflessione e di questo cambiamento. Anzi: è tra i promotori essenziali di questa trasformazione”.

Le priorità: ruolo del farmacista delineato dal PNRR, home delivery, cure domiciliari e telemedicina

Arturo Cavaliere“I temi che ci stanno a cuore oggi sono essenzialmente tre”, precisa Arturo Cavaliere, presidente SIFO, “il ruolo del farmacista ospedaliero e dei servizi farmaceutici territoriali all’interno del nuovo modello assistenziale territoriale e domiciliare di prossimità disegnato dal PNRR; nuovo modello di home delivery; cure domiciliari e telemedicina. Su questi ambiti siamo decisamente propositivi: nei lavori del Congresso vogliamo identificare specifiche proposte da presentare alle istituzioni nazionali, per cogliere le opportunità nella fase post Covid-19 ed essere così attori, o meglio protagonisti del rilancio e della rinascita del Paese”.

La forte apertura verso gli altri stakeholder del sistema sanitario nazionale emersa dalle parole di Bartolini e Cavaliere si è concretizzata in diversi momenti del congresso, a partire dalla V Edizione dell’Health Policy Forum per i farmacisti ospedalieri realizzata in collaborazione con SiHTA (Società Italiana di Health Technology Assessment). Questa attività ha visto protagonisti, oltre ai farmacisti ospedalieri, anche economisti e aziende farmaceutiche e di dispositivi medici, per la creazione di una rete multidisciplinare con l’obiettivo di supportare il processo decisionale e l’accesso alle tecnologie valorizzando l’innovatività basata su analisi di HTA e sul confronto delle diverse figure professionali, sia della pubblica amministrazione sia degli operatori economici.

Il farmacista ospedaliero: un ponte fra decisore e paziente

Per Francesco Cattel, Direttore della Farmacia Ospedaliera della Città della Salute e della Scienza di Torino, nonché membro del Direttivo SiHTA, il farmacista ospedaliero può rappresentare un forte trait d’union tra l’azienda e il clinico in particolare nel campo dei dispositivi medici. Infatti, nel corso della discussione dell’Health Policy Forum, si è evidenziato che per i device la definizione della corretta “place in therapy” è più difficile rispetto a quanto avviene per i farmaci e dipende in maniera consistente dal singolo ospedale nel quale viene utilizzato, anche in relazione al team e alle strutture a disposizione.

Francesco Saverio MenniniUn ponte fra decisore e paziente, è invece la definizione complementare del farmacista ospedaliero proposta dal professor Francesco Saverio Mennini, Research Director EEHTA del CEIS, Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata e Presidente SiHTA. Fondamentale deve essere infatti l’apporto del farmacista ospedaliero per supportare il decisore nel valorizzare l’innovazione incrementale, e non solo quella “disruptive”, sia per i farmaci sia per i device. Il passaggio fondamentale risiede nella raccolta di informazioni e nella codifica del tracciamento. Il traguardo comune deve essere quello di creare un percorso per la gestione dei dati con obiettivi ben stabiliti: quali vantaggi si possono ottenere con tutte le informazioni a disposizione?

Una riflessione che torna nelle parole del presidente Cavaliere, quando parla del farmacista ospedaliero come gestore dell’interfaccia digitale dei flussi di dati nell’ottica della cosiddetta “One Health”, per passare dalla gestione del farmaco alla governance dell’intero processo assistenziale.

Focus su gare pubbliche d’appalto e appalti innovativi al tempo del recovery fund

Un’altra collaborazione molto stretta che coinvolge il farmacista ospedaliero è quella con le figure che si occupano di approvvigionamenti e acquisti sanitari: provveditori e centrali di committenza. All’interno del congresso SIFO non sono mancati momenti di incontro e discussione, come quello sulle gare pubbliche d’appalto e gli appalti innovativi al tempo del recovery fund, che ha visto la partecipazione di figure apicali della Federazione delle Associazioni Regionali Economi e Provveditori della Sanità (FARE).

Salvatore TorrisiSecondo Salvatore Torrisi, presidente FARE, “parlare adesso di gare innovative o di recovery fund è limitativo perché il concetto di innovazione viaggia soprattutto sulle persone e sulle competenze. In mancanza di competenze e capacità di produrre innovazione in chi si occupa di approvvigionamenti, sia come farmacista ospedaliero sia come provveditore, non può esserci spazio per l’innovazione”. L’attenzione sul periodo di rinnovamento che sta per arrivare con i fondi del PNRR, ed è già iniziato con le importanti innovazioni normative che si sono susseguite nel corso di questi mesi di pandemia, è sicuramente altissima: fondamentale sarà anche capire se queste progettualità sono di medio periodo o limitate nel tempo perché, in questo secondo caso, porre un limite temporale, come previsto ora al 31 dicembre 2023, alle attività straordinarie potrebbe rappresentare un ostacolo alla vera innovazione.

Al di là degli strumenti messi a disposizione dal legislatore, nelle forme dei Decreti Semplificazione e del PNRR, dalla pandemia è emersa la necessità di riappropriarsi, per gli operatori che si occupano di acquisti, della discrezionalità, intesa come utilizzo sapiente delle competenze e dell’arbitrio: per rendere più efficiente il sistema e per valorizzare la reale innovazione sono fondamentali infatti la specializzazione e la sapienza dei farmacisti ospedalieri e dei provveditori, unite ad un corretto utilizzo del rating del fornitore.

Sul tema del rating del fornitore, Claudio Amoroso, Presidente dell’Associazione Regionale Economi Abruzzo e Molise, ha ricordato che nel Decreto Semplificazioni è prevista l’assegnazione ad Anac della Banca dati nazionale dei contratti pubblici, con la creazione di un fascicolo virtuale delle imprese, nell’ottica di applicare anche agli operatori economici il concetto del “once only” per evitare la duplicazione dell’invio di dati e informazioni dei fornitori ad ogni singola stazione appaltante.

Anche nella relazione del Direttore Generale di Aifa, Nicola Magrini, ha trovato posto, tra gli altri, il tema delle gare farmaci, che viene affrontato in maniera ampia anche nel nuovo accordo Aifa-Sifo per il 2022-2023, sia in termini di analisi delle politiche di acquisto e distribuzione, sia in termini di indisponibilità e carenze e analisi dei consumi.

Secondo Magrini, le principali questioni aperte sul tema delle gare farmaci riguardano la definizione delle categorie di farmaci in equivalenza terapeutica, l’individuazione delle dimensioni ideali/ottimali delle gare per favorire la concorrenza e la sostenibilità dei prezzi, l’analisi delle pratiche migliori affinché il SSN sia o diventi un “informed purchaser” (compratore informato).

Uno sguardo al futuro: nel 2022 i 70 anni di SIFO

Al termine dei quattro giorni di dibattiti, sessioni e workshop, sono stati quasi 2500 i partecipanti registrati al Congresso. “L’importanza di questi incontri, la presenza dei massimi esponenti della politica sanitaria e delle Agenzie, la qualità dei contenuti presentati nelle sessioni, la possibilità di portare messaggi diretti ai decisori ci fanno essere soddisfatti dell’andamento del nostro appuntamento annuale”, sottolinea Bartolini. “Crediamo che questo simposio possa essere giustamente ricordato come un evento storico, sia perché ha segnato il ritorno ad un congresso in presenza, sia perché indica la strada da seguire anche per gli appuntamenti futuri: dialogo, qualità, confronto, visione”.

“Siamo decisamente soddisfatti di quanto abbiamo realizzato, soprattutto in termini di dibattito sulla nostra figura professionale, che è davvero al centro del ripensamento e del rilancio del SSN”, conclude Cavaliere. “Ma adesso non intendiamo sederci sugli allori: ci aspetta un duro lavoro sempre a servizio dei cittadini ed a fianco delle istituzioni e degli altri operatori sanitari. Il nostro prossimo obiettivo come Società è ora riuscire a festeggiare in modo degno il nostro 70° anniversario di fondazione. SIFO è stata creata nel giugno 1952: nello stesso periodo del prossimo anno andremo a celebrare questa nostra data di nascita richiamando tutta l’attenzione necessaria verso una professione senza la quale non ci può essere sanità sicura, innovativa e di qualità”.