Pnrr, missione Salute: in campo l’Agenas. Coscioni: “7 miliardi per l’assistenza territoriale”

Sarà l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) a coadiuvare il Ministero della salute nell’attuazione degli interventi legati alla Missione Salute 6 – Componente 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Per capire modalità concrete, priorità e tempistiche abbiamo parlato col presidente Agenas Enrico Coscioni.

La Missione Salute 6 del Pnrr e il ruolo di Agenas

Enrico CoscioniAlla Salute è dedicata la Missione Salute 6 (M6) del Pnrr. Il Piano stanzia 15,63 miliardi in totale per le due componenti della missione:

  1. Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale: 7 miliardi di stanziamenti
  2. Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale: 8 miliardi e 63 milioni di euro

 

L’impegno di Agenas sarà dedicato al primo dei due obiettivi. A definirne nel dettaglio il ruolo, il decreto del Ministero dell’Economia e Finanze, 6 agosto 2021, recante “Assegnazione delle risorse finanziarie previste per l’attuazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e ripartizione di traguardi e obiettivi per scadenze semestrali di rendicontazione”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale – serie generale n. 229 del 24 settembre 2021.

Oltre ad assegnare alle singole amministrazioni le risorse finanziare per l’attuazione degli interventi di cui sono titolari, il decreto prevede che le amministrazioni coinvolte adottino ogni iniziativa necessaria ad assicurare l’efficace e corretto utilizzo di tali risorse e la tempestiva realizzazione degli interventi, secondo il cronoprogramma previsto dal Pnrr.

Spetta all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, quale tramite per il Ministero della Salute, l’attuazione degli interventi relativi alla Missione 6 Salute (M6) – Componente 1 (C1):

  • 1.1 Case della Comunità e presa in carico della persona;
  • 1.2 Casa come primo luogo di cura e telemedicina;
    • 1.2.1 Casa come primo luogo di cura (Adi);
    • 1.2.2 Implementazione delle Centrali operative territoriali (Cot);
    • 1.2.3 Telemedicina per un migliore supporto ai pazienti cronici;
  • 1.3 Rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (Ospedali di Comunità).

Coscioni: “Investimenti per 7 miliardi in cinque anni per l’assistenza territoriale”

Definire entro l’anno le strutture da implementare – Case della Comunità, Centrali operative territoriali e Ospedali di comunità -: è questo l’obiettivo del presidente Agenas Enrico Coscioni. A disposizione, 7 miliardi in cinque anni.

Quali sono i punti principali previsti dal decreto?

Il decreto assegna le risorse alle singole amministrazioni protagoniste dell’attuazione delle varie misure del Pnrr, che dovranno assicurare l’efficace e corretto utilizzo delle stesse, nonché la tempestiva realizzazione degli interventi.

Quali sono i compiti previsti per Agenas, anche nel ruolo di tramite fra ministero e regioni?

Spetta all’agenzia, quale tramite per il ministero della salute, l’attuazione degli interventi di investimento relativi alla Missione 6 Componente 1. Per intenderci, si tratta di quelli previsti per il potenziamento dell’assistenza territoriale che tanto ha sofferto durante la fase più acuta della pandemia.

Si tratta degli interventi previsti per il potenziamento dell’assistenza territoriale che tanto ha sofferto durante la fase più acuta della pandemia

Quali attività ritenete prioritarie?

Ogni servizio in più, ogni attività che allevia le differenze nell’erogazione delle prestazioni a livello territoriale è per noi una priorità. Gli investimenti, di cui accennavo prima, sono pari a 7 miliardi euro e riguardano un arco temporale di cinque anni. Risorse che devono essere ben allocate e Agenas sosterrà le regioni in questo senso.

Quali saranno in concreto le prime azioni che metterete in campo e in che tempi?

Siamo già al lavoro, attraverso un lavoro di confronto con gli assessorati alla sanità delle varie regioni, per definire insieme il cronoprogramma delle attività che andranno implementate per singola amministrazione. L’obiettivo è quello di delineare le strutture da implementare – Case della Comunità, Centrali operative territoriali e Ospedali di comunità – entro la fine del 2021.

Per molti anni e in molti ambiti il leitmotiv è stata la mancanza di risorse: pensate che con il Pnrr la situazione si possa sbloccare?

Personalmente ritengo che addossare tutte le responsabilità di un’assenza di risorse finanziarie quale motivo di un’assistenza territoriale non sempre all’altezza delle esigenze dei cittadini/pazienti sia fuorviante. Ci sono realtà territoriali che negli anni hanno organizzato un adeguato sistema di presa in carico e il lavoro di Agenas è proprio quello di individuare le buone pratiche e far in modo che vengano implementate là dove è necessario. Certo le risorse del Pnrr sono un catalizzatore che permetterà di accelerare questo processo.

Le risorse stanziate sono sufficienti per conseguire gli obiettivi previsti dal decreto?

Ricordo che il Pnrr è solo una parte delle risorse disponibili. Il nostro sistema è dotato di un importante Programma straordinario pluriennale degli investimenti pubblici in sanità (Art. 20 Legge 67/1988) a cui si aggiungono le risorse dei piani triennali di investimento immobiliare dell’Inail, che promuove iniziative urgenti ad elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria, nonché le possibilità provenienti dai partenariati pubblico-privato. Non mi sembra poco. Se poi dalla definizione dei fabbisogni si renderà necessario individuare ulteriori finanziamenti, Governo, ministeri competenti e regioni faranno la loro parte.

Il Pnrr è solo una parte delle risorse disponibili

Quali ostacoli dovranno essere affrontati per portare a compimento le finalità indicate?

Vedo grande impegno e disponibilità da parte di tutti gli attori coinvolti nella definizione delle attività previste nel Pnrr. Sono ingredienti fondamentali per la buona riuscita di qualsiasi progetto. Certo il tempo a disposizione per la realizzazione in concreto dei vari servizi è decisamente contingentato, ma considero questo aspetto un elemento di favore che ci permetterà di mettere presto a disposizione dei cittadini/pazienti i servizi che meritano.