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Comunicazione

Fake news: i rischi dei social media e come contrastarli

Twitter è stato il canale più utilizzato per screditare le misure anti-Covid. Perché proprio questo social media? E cosa hanno fatto le fonti istituzionali per contrastare la disinformazione continua? Risponde Fidelia Cascini, docente di Igiene e Sanità pubblica all’Università Cattolica e referente esperta di Sanità Digitale presso il Ministero della Salute

La lezione del Covid: imparare a comunicare il rischio

Diretta Live con Daniele Coen (Medico d’urgenza, per quindici anni direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda di Milano; divulgatore scientifico) e Nefeli Gribaudi (Avvocata del Foro di Milano, esperta in responsabilità sanitaria e comunicazione)

Approccio sistemico alla comunicazione in sanità: aspetti organizzativi e di risk management

Occorre apprendere dagli insegnamenti offerti dalla pandemia, che ha definitivamente messo in evidenza l’importanza della continuità e qualità della comunicazione e degli aspetti umani e relazionali della cura

Telemedicina, terapie digitali, comunicazione online: come cambia l’ecosistema della salute

L’ecosistema dei servizi sanitari sta cambiando, e sono numerosi gli attori interessati a questa rivoluzione. Tra questi, i big player della Rete (Google, Amazon...), che non appartengono al mondo sanitario ma sono intenzionati a farne parte e che potrebbero cambiare le regole del gioco.

Fake news sulla salute: una disinformazione che può costare cara al SSN

La disinformazione online rappresenta un serio rischio per la salute della popolazione. I costi sociali ed economici potrebbero essere devastanti. Le istituzioni, l’Ue in particolare, stanno prendendo misure per responsabilizzare i cittadini e le piattaforme online. Ma la strada è lunga e il virus della disinformazione è potente.

La relazione medico-paziente al centro del successo di chi cura

Uno studio internazionale, condotto in Italia, Francia e Grecia, ha indagato, per il secondo anno consecutivo, su quali siano i fattori in grado di determinare, agli occhi dei pazienti, il “successo” in ambito sanitario. Il fattore umano si conferma un elemento chiave, che deve però trovare ancora un suo equilibrio con la rivoluzione tecnologica in atto.