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Prossimità

Sanità digitale: il momento è adesso

La pandemia ha spinto la diffusione del FSE: il 55% degli Italiani lo conosce e il 33% l’ha utilizzato (rispetto al 12% nel 2021). Cala l’uso della Telemedicina dopo il boom Covid: il 26% dei medici specialisti e il 20% dei medici di medicina generale ha utilizzato la Tele-visita nel 2021, contro il 39 % del 2020 e il 10% circa pre-pandemia

Medici di famiglia nei musei e nelle biblioteche: il progetto Cultura di Base al via a Torino

Medici di medicina generale in luoghi di cultura diffusi sul territorio cittadino, quali musei, biblioteche e poli culturali: a Torino prende il via il progetto Cultura di Base, che si propone di dimostrare che l’esperienza della visita medica in luoghi di senso e bellezza, concorre a depotenziare lo stress correlato all’attesa, aumentando il benessere e il comfort psico-fisico dei pazienti e dei curanti, migliorando la loro relazione

La prima Casa di Comunità attiva a Milano da dicembre 2021

Anche la Lombardia riparte dalla sanità di prossimità. A fine dicembre 2021 è stata inaugurata la prima casa di comunità a Milano, con un punto di accesso unico a tutti i servizi per la salute. Come sta andando questa prima esperienza? Lo abbiamo chiesto a Barbara Mangiacavalli, Direttore Socio-Sanitario Asst Nord Milano

Infermieri dimenticati: da eroi nazionali a personale di serie B

La carenza di infermieri è legata al blocco del turnover, alle difficoltà nella formazione, alla mancanza di risorse e allo svilimento della professione. Questa la posizione della Fnopi, che rivendica la centralità del ruolo dell’infermiere e la necessità di agire in modo strutturato per poter attuare appieno gli obiettivi previsti dal Pnrr.

Telemedicina: il progetto COReHealth in Puglia

Telemedicina, gestione delle cronicità e delle reti cliniche: già una realtà. Avviene in Puglia, con il progetto COReHealth (Centrale Operativa Regionale di Telemedicina delle cronicità e delle reti cliniche) istituito da Aress Puglia e Policlinico di Bari. Abbiamo chiesto tutti i dettagli a Giovanni Gorgoni, Direttore generale dell’Agenzia regionale strategica per la salute e il sociale (Aress) Puglia.

Come cambia la sanità del territorio: il Pnrr e il ruolo di Agenas

Un budget da 7 miliardi in cinque anni destinato a ridisegnare la sanità territoriale. A coadiuvare il ministero della Salute nell’attuazione degli interventi legati alla Missione Salute 6 – Componente 1 del PNRR sarà l’Agenas. Ecco come e con quali finalità.

Il PNRR alla prova dell’edilizia sanitaria

Il Pnrr stanzia circa 3,3 miliardi per le strutture necessarie alla cosiddetta “sanità di prossimità”. Saranno sufficienti per coprire i fabbisogni di ospedali e case di comunità? Il commento di Nerina Dirindin, docente di Economia e organizzazione dei sistemi di welfare, Università di Torino.

L’assistenza farmaceutica ridisegnata dalla pandemia: quale futuro per le cure primarie?

La pandemia ha forzosamente ridisegnato l’identità dell’assistenza farmaceutica dedicata i cittadini. Se prima l’assistenza sanitaria si muoveva quasi esclusivamente sull’asse medico di base-ospedale, le nuove necessità organizzative e logistiche hanno costretto a ripensare in modo più efficiente il concetto di cura in ottica di prossimità e cronicità.

Percorsi di cura del paziente con infarto miocardico acuto: focus in Emilia Romagna

Un appropriato percorso di cura del paziente con IMA è fondamentale nella prevenzione cardiovascolare secondaria e coinvolge la rete sanitaria regionale ospedaliera e territoriale. Come vengono gestiti questi pazienti in Emilia Romagna? Il punto con Anna Baldini (Cittadinanzattiva ER), Giancarlo Piovaccari (Direttore Dip. Malattie Cardiovascolari, AUSL Unica Romagna), Gianni Casella (Direttore Cardiologia Osp. Maggiore Bologna) e Alessandro Navazio (Direttore Programma Cardiologico Provinciale Reggio Emilia).

PNRR e sanità: le dieci proposte dal mondo dell’Università

Dieci punti per mettere in pratica con successo la “Missione Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e sostenere il SSN, duramente colpito dalla pandemia. A stilare il decalogo un gruppo di ricercatori di sei università italiane: Università Bocconi, Politecnico di Milano, Università Cattolica, Università di Torino, Università di Roma Tor Vergata e Scuola Superiore Sant’Anna.