Il Nobel Young lancia la Talent School nel segno di Giuseppe Levi, maestro di Luria, Dulbecco e Montalcini

Nasce a Torino la Talent School Giuseppe Levi: l’obiettivo è di fornire a studenti eccezionali e fortemente motivati un ambiente multidisciplinare che li aiuti a sviluppare l’apertura culturale e le competenze necessarie per affrontare i temi di avanguardia negli studi sulla complessità biologica.

A inaugurare un’iniziativa così ambiziosa, che porta nel nome il maestro di tre vincitori del premio Nobel, è stato chiamato Michael W. Young, genetista e biologo statunitense, vincitore del Nobel per la Medicina nel 2017 insieme a Jeffrey C. Hall e Michael Rosbash “per le loro scoperte sui meccanismi molecolari che controllano il ritmo circadiano”. La lectio, che si è svolta all’Accademia delle Scienze di Torino, è stata dedicata proprio al tema dei geni che regolano il sonno e i ritmi circadiani.

Genes that regulate sleep and circadian rhythms. Inaugural lecture of the Giuseppe Levi Talent School by Michael Warren Young, @NobelPrize in Medicine 2017. @ScienzeTo pic.twitter.com/ALKc2LUFB0

— Università di Torino (@unito) April 5, 2022

 

La lectio di Young sui geni che regolano il sonno

Il premio Nobel Michael W. Young è considerato uno dei “papà” dell’orologio biologico per aver scoperto il meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano, cioè il meccanismo con il quale tutti gli esseri viventi, dalle piante agli esseri umani, riescono a regolare i loro ritmi biologici in sintonia con l’ambiente, ad esempio con l’alternarsi di giorno e notte conseguenza della rotazione della Terra. Studiando il Dna degli organismi più semplici e più studiati dai genetisti, i moscerini della frutta, i ricercatori sono riusciti a isolare diversi geni che regolano questo comportamento universale. La prima scoperta è stata l’identificazione di un gene controlla la produzione di una proteina che si accumula nelle cellule durate la notte e che viene degradata durante il giorno.

In seguito i tre ricercatori hanno identificato una seconda proteina, altrettanto importante per far funzionare il meccanismo. Solo in seguito a queste scoperte siamo in grado di dire che i principi in base ai quali funziona l’orologio biologico sono gli stessi in tutti i viventi.

 

Michael W. Young
Michael W. Young, premio Nobel per la medicina e la fisiologia 2017, durante la lectio a Torino

Tra i punti toccati da Young nella relazione, la sovrapposizione tra geni che regolano i ritmi circadiani, geni noti per essere associati a malattie e bersagli farmacologici: uno studio del 2014 (Zhang et al., Pnas, nov. 11, 2014) ha rilevato che 56 dei 100 farmaci più venduti negli Stati Uniti hanno bersagli genici legati ai ritmi circadiani.

Un altro tema è quello della Delayed sleep phase syndrome (Dspd). “È tra i disturbi del sonno più comuni diagnosticati negli Stati Uniti: intorno al 5%”, ha spiegato, per poi illustrare la correlazione con una particolare mutazione del gene Cr1, originariamente identificata in soggetto affetto da grossi problemi nella periodicità del sonno. “In studi condotti su diverse famiglie non imparentate, la presenza della mutazione era in grado di prevedere il disturbo. La penetranza e la frequenza di questo allele suggeriscono un ampio contributo della mutazione al Dspd in tutto il mondo”.

L’analisi dei database disponibili, comprendenti centinaia di migliaia di sequenze di soggetti diversi, dovrebbe già comprendere la maggior parte delle variazioni umane ereditabili associate a disturbi clinici del sonno

A conclusione dell’intervento, ha affermato che l’analisi dei database disponibili, comprendenti centinaia di migliaia di sequenze di soggetti diversi, dovrebbe già comprendere la maggior parte delle variazioni umane ereditabili associate a disturbi clinici del sonno, e pertanto potrà essere sfruttata per chiarire meglio le basi genetiche e molecolari dei disturbi della ritmicità quotidiana.

Giuseppe Levi e la scuola di Torino

Il progetto della Talent School è intitolato a Giuseppe Levi perché ne vuole rinnovare la straordinaria eredità. Levi è stato innanzitutto un pioniere nello sviluppo di una visione dinamica della biologia, in cui la descrizione delle strutture anatomiche e istologiche era intimamente legata alla loro analisi quantitativa e all’indagine della loro funzione. La sua visione innovativa si basava sulla ricerca della comprensione degli eventi biologici nella loro plasticità e nel progresso temporale, ad esempio nello sviluppo dell’embrione e nell’invecchiamento.

Giuseppe Levi è stato uno scienziato, medico e anatomista. È ricordato anche per essere stato maestro dei tre premi Nobel Rita Levi-Montalcini, Renato Dulbecco e Salvador Luria

Ma è stato anche un grande maestro. Nel 1919 l’Università di Torino gli affida la cattedra di Anatomia umana: qui è il primo mentore dei premi Nobel Salvador Luria, Renato Dulbecco e Rita Levi-Montalcini, scienziati che forniscono contributi fondamentali alla nascita e alla crescita della Biologia Molecolare, della Scienza del Genoma e delle Neuroscienze, attraverso la contaminazione tra diversi campi di ricerca e approcci metodologici.

Levi Talent School
Una lezione di Levi nella sala settoria dell’Istituto di Anatomia umana dell’Università di Torino

Tra gli allievi di Levi si annoverano anche Herta Mayer, Rodolfo Amprino, Tullio Terni, Luigi Bucciante, Oliviero Mario Olivo, Giovanni Godina, Angelo Bairati e Guido Filogamo. Si può quindi parlare di una “scuola” di Torino e di un eccezionale scienziato scopritore di talenti. Il progetto della Talent School è nato proprio tre anni fa in occasione di un convegno dedicato alla figura di Levi maestro, scienziato e antifascista.

La Talent School Giuseppe Levi

La Talent School Giuseppe Levi è la nuova iniziativa formativa promossa dal Dipartimento di Neuroscienze Rita Levi Montalcini dell’Università di Torino in collaborazione con diversi Corsi di Studio dell’Ateneo. Le finalità del percorso saranno perseguite soprattutto attraverso l’interazione con i docenti e con i colleghi, nonché attraverso il coinvolgimento diretto nello sviluppo di temi di ricerca interdisciplinari. Per facilitare lo scambio tra studenti e docenti, saranno dedicati appositi spazi di incontro, all’interno dello storico Istituto di Anatomia Umana, in cui Giuseppe Levi ha svolto tutta la sua attività scientifica e didattica.

L’obiettivo della Talent School è di fornire a studenti eccezionali e fortemente motivati un ambiente multidisciplinare che li aiuti a sviluppare l’apertura culturale e le competenze necessarie per affrontare i temi di avanguardia negli studi sulla complessità biologica

“Rispetto ad altre iniziative dell’Università con finalità simili alla nostra, come la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, la Talent School vuole essere più snella e informale – spiega Ferdinando Di Cunto, professore ordinario di Biologia molecolare all’Università degli Studi di Torino e ricercatore presso il Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi -. In particolare, ci proponiamo di fornire un ambiente che possa stimolare studenti già molto motivati ad entrare in contatto diretto con discipline e problemi di ricerca un po’ diversi da quelli che affrontano nei loro corsi di studio, ma che comunque si collocano sempre sulla frontiera della comprensione dei meccanismi biologici. Inoltre, speriamo di poter aiutare gli studenti ad entrare in contatto diretto con istituzioni di ricerca prestigiose, come quella in cui lavora il Prof. Young, svolgendo presso di essi brevi ma significativi periodi di studio”.

Ferdinando Di Cunto
Ferdinando Di Cunto è professore ordinario di Biologia molecolare all’Università degli Studi di Torino e ricercatore presso il Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi

I corsi di laurea che supportano l’iniziativa sono Biotecnologie, Biotecnologie mediche, Biotechnology for Neuroscience, Cellular and Molecular Biology, Fisica dei Sistemi Complessi, Molecular Biotechnology e Scienze Biologiche. Il recruitment, sia tra gli studenti dei corsi di laurea che dei master, è in programma a partire dall’estate e le attività inizieranno a ottobre di quest’anno.