Blockchain in sanità: sfide e potenziale di una tecnologia che può fare la differenza per il SSN
Incontro aperto al pubblico con possibilità di fare domande, per iscritto, agli esperti
Dati sanitari decentralizzati, criptati, immutabili, accessibili solo a figure autorizzate, in grado di tenere traccia della storia clinica del paziente, monitorare i suoi parametri vitali in tempo reale, trasmettere le informazioni in modo sicuro ed evitare frodi o manipolazioni. Pochi, semplici caratteristiche che potrebbero rivoluzionare l’assistenza sanitaria nel nostro paese e in tutto il mondo. Queste sono solo alcune delle potenzialità della blockchain, una tecnologia che si basa su una rete di singoli computer, detti “nodi”, che rendono disponibili i dati, in tempo reale, senza bisogno di un’autorità centrale che li gestisca.
In generale, i progetti blockchain in Italia non sono numerosi. La sanità potrebbe essere uno dei settori in cui questa tecnologia può fare la differenza, in termini di protezione e condivisione sicura delle informazioni e cybersecurity. Questa “catena di blocchi” potrebbe essere il presupposto per avviare in modo concreto, ad esempio, la Cartella Clinica Elettronica che in Italia fatica a decollare. Le sfide sono molte e nel nostro paese pesa anche una carente cultura digitale e di competenze specifiche per sviluppare questa tecnologia.
Come superare i vari ostacoli? Quali potrebbero essere i primi passi concreti, da implementare subito, per utilizzare il sistema blockchain in ambito sanitario?
Ne parliamo con:
- Laura Cappello
Tech Lawyer, Presidente Blockchain Core - Ernesto Belisario
Avvocato, Membro task force AgId per l’Intelligenza Artificiale
Modera:
- Angelica Giambelluca
Giornalista professionista in ambito medico