Il periodo emergenziale che stiamo vivendo ha avuto un forte impatto sul sistema del procurement in sanità. Si è cercato di utilizzare strumenti innovativi o di adattare quelli esistenti in un’ottica di ottimizzazione del sistema. Con quali risultati e prospettive? Una disamina di Claudio Amoroso (Direttivo FARE).
La risoluzione del Parlamento UE del 17 settembre 2020 raccomanda, tra l’altro, alcune misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento evidenziando la necessità di estendere anche nella fornitura dei farmaci l’utilizzo dei criteri qualitativi.
Una recente sentenza del TAR Lombardia sulle gare per dispositivi medici mette a nudo le difficoltà giuridiche, oltreché operative, di una suddivisione in quote già nella lex specialis e riporta l’attenzione sull’importanza della scelta prescrittiva.
Quali disposizioni in materia di procurement stanno adottando le istituzioni italiane ed europee per supportare le strutture sanitarie nella gestione della pandemia da Covid-19?
Quali elementi stanno introducendo le Centrali di acquisto per rendere ancora più flessibile lo strumento dell’accordo quadro ed essere più efficienti nell’affidamento della fornitura? Claudio Amoroso, del Direttivo F.A.R.E. (Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi e Provveditori della Sanità), ci presenta una breve sintesi dei primi provvedimenti adottati.
Nella programmazione di un appalto pubblico, la scelta della procedura da adottare può rivestire un ruolo critico. Il Dottor Claudio Amoroso (FARE) esamina i vantaggi dell’accordo quadro rispetto a forme monopolistiche di acquisto, evidenziandone gli aspetti positivi in termini di flessibilità, apertura concorrenziale e sostenibilità del mercato.