Nel 2017 approvati in Europa 15 nuovi biosimilari

L’attenzione dell’Unione europea verso i farmaci biosimilari è aspetto noto a livello internazionale, ed è attestato dal sempre crescente numero di biosimilari che vengono approvati dalla Commissione europea su raccomandazione dell’EMA (European Medicines Agency) e del CHMP (Committee for Medicinal Products for Human Use). Da gennaio a novembre 2017 sono stati autorizzati al commercio 15 nuovi biosimilari, corrispondenti a 6 diversi principi attivi: adalimumab, etanercept, insulina glargine, insulina lispro, rituximab e teriparatide. Di seguito ne riportiamo, in maniera molto sintetica, i dati principali.

Adalimumab è un anticorpo monoclonale che agisce sul fattore di necrosi tumorale alfa (Tumor Necrosis Factor alpha, TNF-alfa) riducendone l’azione infiammatoria in diverse patologie autoimmuni. Nel corso del 2017 sono stati autorizzati quattro biosimilari di adalimumab (Amgevita, Cyltezo, Imraldi e Solymbic) che potranno però essere messi in commercio solo alla scadenza della copertura brevettuale del farmaco originatore Humira, prevista in Europa a fine 2018. Humira è stato approvato dall’EMA nel settembre 2003 con la sola indicazione terapeutica del trattamento dell’artrite reumatoide attiva ma è stato successivamente autorizzato anche per il trattamento di altre patologie infiammatorie autoimmuni, come l’artrite idiopatica giovanile, l’artrite psoriasica, la spondiloartrite assiale (compresa la spondilite anchilosante), la psoriasi a placche (anche pediatrica), la malattia di Crohn (anche pediatrica), la colite ulcerosa e uveite non infettiva. Nel 2015 inoltre l’EMA ha raccomandato l’utilizzo di Humira anche per il trattamento dell’idrosadenite suppurativa (o acne inversa) di grado da moderato a grave negli adulti e negli adolescenti. Per le indicazioni terapeutiche dei biosimilari approvati in UE, nella maggioranza dei casi corrispondenti a quelle approvate per l’originator, si rimanda alla consultazione del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto disponibile sul sito dell’EMA. Humira è uno dei farmaci più venduti al mondo: secondo i dati della casa produttrice, nel 2016 le vendite a livello globale sono state di oltre 16 miliardi di dollari e per il terzo trimestre del 2017 si attestano a circa 4,7 miliardi, con un aumento di circa il 15%.

Principio attivo

Biosimilare (titolare autorizzazione in commercio)

Adalimumab (ATC: L04AB04)

Originator: Humira (AbbVie Ltd)

Scadenza brevetto in Europa: 2018

  • Amgevita (Amgen Europe B.V.)
  • Cyltezo (Boehringer Ingelheim International GmbH)
  • Imraldi (Samsung Bioepis UK Limited-SBUK)
  • Solymbic (Amgen Europe B.V.)

Etanercept (ATC: L04AB01)

Originator: Enbrel (Pfizer Limited)

  • Erelzi (Sandoz GmbH)

Insulina glargine (ATC: A10AE04)

Originator: Lantus (sanofi-aventis Deutschland GmbH)

  • Lusduna (Merck Sharp & Dohme Limited)

Insulina lispro (ATC: A10AB04)

Originator: Humalog

(Eli Lilly Nederland B.V.)

  • Insulin lispro Sanofi (sanofi-aventis groupe)

Rituximab (ATC: L01XC02)

Originator: MabThera

(Roche Registration Ltd)

  • Blitzima (Celltrion Healthcare Hungary Kft.)
  • Ritemvia (Celltrion Healthcare Hungary Kft.)
  • Rituzena, in precedenza Tuxella (Celltrion Healthcare Hungary Kft.)
  • Rixathon (Sandoz GmbH)
  • Riximyo (Sandoz GmbH)
  • Truxima (Celltrion Healthcare Hungary Kft.)

Teriparatide (ATC: H05AA02)

Originator: Forsteo (Eli Lilly Nederland B.V.)

Scadenza brevetto in Europa: 2019

  • Movymia (STADA Arzneimittel AG)
  • Terrosa (Gedeon Richter Plc.)

Biosimilari approvati in Europa nel 2017 e relativi farmaci originator

Fonte: EMA (ultima consultazione novembre 2017)

Come adalimumab, anche etanercept è un immunosoppressore e inibitore del TNF-alfa. A giugno 2017 è stato approvato il biosimilare Erelzi, con le stesse indicazioni del farmaco originator Enbrel (in commercio in Europa dal 2000): artrite reumatoide, artrite idiopatica giovanile e artrite psoriasica; spondiloartrite assiale (spondilite anchilosante e spondiloartrite assiale non radiografica); psoriasi a placche, anche nei pazienti pediatrici, a partire dai 6 anni di età. Secondo il Rapporto OSMED sull’uso dei farmaci in Italia, nel 2016 adalimumab ed etanercept sono stati ai primi posti per l’incidenza sulla spesa dei medicinali erogati in distribuzione diretta e per conto: un dato da tenere presente per valutare le nuove opportunità che potranno aprirsi in futuro nel mercato dei farmaci biologici e dei biosimilari.

Nel 2017 sono state autorizzate al commercio anche due nuove insuline: l’insulina glargine Lusduna, il cui farmaco originator è Lantus, e l’insulin lispro Sanofi, il cui farmaco originator è Humalog di Eli Lilly. In entrambi i casi le indicazioni terapeutiche del biosimilare sono le stesse del farmaco originator. Lusduna è stato autorizzato per il trattamento del diabete mellito in adulti, adolescenti e bambini a partire dai 2 anni di età; l’insulin lispro Sanofi per il trattamento di adulti e bambini con diabete mellito che richiedono insulina per il mantenimento dell’omeostasi normale del glucosio ed è inoltre indicato nella stabilizzazione iniziale del diabete mellito. L’introduzione sul mercato europeo e italiano del primo biosimilare dell’insulina glargine è del 2016 (commercializzato con il nome di Abasaglar da Eli Lilly) e secondo un’elaborazione del Centro Studi IBG (Italian Biosimilars Group) su dati QuintilesIMS i risultati nel primo semestre 2017 appaiono interessanti (15% del volume di mercato).

Sono ben 6 i biosimilari di rituximab approvati dall’EMA nel 2017: Blitzima, Ritemvia, Rituzena, Rixathon, Riximyo e Truxima. Il farmaco di riferimento è MabThera, un anticorpo monoclonale autorizzato al commercio dal 1998 per il trattamento di artrite reumatoide, granulomatosi con poliangite e poliangite microscopica, leucemia linfatica cronica (LLC) e linfoma non-Hodgkin (LNH). In questo caso non tutti i biosimilari di MabThera hanno richiesto le stesse indicazioni terapeutiche dell’originator: ad esempio Blitzima e Rituzena non sono indicati per l’artrite reumatoide, Riximyo non ha l’indicazione per LCC e Ritemvia per LCC e artrite reumatoide. Nel 2016 rituximab ha generato un volume di vendite di 6,4 miliardi di euro e anche in Italia è stato ai primi posti della classifica dei farmaci a maggior incidenza sulla spesa per l’assistenza farmaceutica ospedaliera e ambulatoriale, così come riportato dal Rapporto OSMED 2016.

Due sono invece i biosimilari approvati dall’EMA nel 2017 per il principio attivo teriparatide, un ricombinante sintetico dell’ormone umano paratiroideo (PTH) in commercio in Europa dal 2008 con il nome commerciale di Forsteo. Si tratta di Movymia e Terrosa, entrambi autorizzati al commercio con le stesse indicazioni del farmaco originator, cioè il trattamento dell’osteoporosi nelle donne in post-menopausa e negli uomini ad aumentato rischio di frattura. Tale indicazione vale anche in caso di osteoporosi indotta da una prolungata terapia con glucocorticoidi per via sistemica. Nel 2015 le vendite a livello globale di Forsteo sono state di oltre 1,3 miliardi di dollari. La copertura brevettuale di Forsteo sarà valida nell’Unione europea fino al 2019, pertanto i due biosimilari non potranno essere commercializzati prima di allora.

Ancora da registrare nel 2017 sono i pareri positivi del CHMP che hanno raccomandato alla Commissione Europea l’autorizzazione al commercio di due biosimilari per il principio attivo trastuzumab (Ontruzant e Herzuma) e uno per bevacizumab (Mvasi). In entrambi i casi si tratterebbe del primo biosimilare approvato per i farmaci originator corrispondenti, rispettivamente Herceptin (Roche) per il trattamento del carcinoma mammario e del carcinoma gastrico metastatico, e Avastin (Roche) per il trattamento del carcinoma metastatico mammario e del colon-retto. Herceptin e Avastin sono considerati dei blockbusters in quanto hanno fatto registrare complessivamente, negli USA, un volume di vendite di circa 5,6 miliardi di dollari nel 2016. L’impatto economico di questi due antitumorali si conferma anche in Italia: nell’ultimo Rapporto OSMED su dati 2016, trastuzumab e bevacizumab sono i medicinali che incidono maggiormente sulla spesa farmaceutica ospedaliera e ambulatoriale. La situazione brevettuale dei due farmaci originator è però diversa: per trastuzumab la copertura brevettuale è già scaduta, mentre per bevacizumab sarà attiva in Europa fino al 2022.

Fonte

European Medicines Agency (EMA). Biosimilars. European public assessment reports (EPAR).

Disponibile online su: www.ema.europa.eu